5 domande che Draghi dovrebbe fare a Durigon

Gira voce che Mario Draghi quando era direttore del Tesoro venisse chiamato il “dottor altrove” in quanto preferisse evitare i “dossier” spinosi. Certamente il suo silenzio sulla questione Durigon (il sottosegretario di Stato al Ministero dell’economia, l’uomo in foto) conferma tali voci di corridoio. Ricapitoliamo: due giorni fa Fanpage.it pubblica un’inchiesta allucinante su Durigon e su alcuni uomini che ne hanno facilitato l’ascesa all’interno della Lega di Salvini. (trovate il link per vedere l’inchiesta nei commenti). Durigon, non sapendo di essere registrato, parlando dei commercialisti della Lega sotto inchiesta per i 49 milioni di euro di denaro pubblico spariti ha detto: “il generale che fa le indagini l’abbiamo messo noi”. Durigon è sottosegretario al ministero dell’economia, il ministero capofila nella gestione dei denari del Recovery Plan. Non solo, dall’inchiesta di FanPage emerge un inquietante legame tra Durigon e Luciano Iannotta, imprenditore di Latina arrestato nell’operazione “Dirty glass” (un’inchiesta su alcune società attive nella commercializzazione del vetro nella quale si ipotizzano reati quali estorsione aggravata dal metodo mafioso, riciclaggio, rilevazione di segreti d’ufficio e sequestro di persona). Vi dico una cosa. Se determinati “sospetti” avessero riguardato un esponente del Movimento 5 Stelle quando ancora vi militavo, io per primo avrei chiesto verità. Ma oggi tutto tace. La Pax Draghiana prevede silenzio evidentemente. Salvini dovrebbe pretendere chiarezza da uno dei suoi uomini di fiducia. Invece la “butta in caciara” sostenendo che queste notizie servano per coprire il video di Grillo. Puerili scemenze. Draghi ed il ministro dell’economia Franco tacciono.Eppure dal “migliore tra i migliori” si dovrebbe pretendere molto anche dal punto di vista dell’etica politica.

In un Paese normale Draghi e Franco avrebbero già convocato Durigon chiedendogli:

1. Hai davvero gonfiato il numero degli iscritti all’UGL?

2. Quanti sono gli uomini del sindacato che sei riuscito a piazzare o ai quali hai affidato prebende?

3. Perché hai detto “il generale che fa le indagini l’abbiamo messo noi”?

4. E’ vero che Luciano Iannotta ha sostenuto la tua campagna elettorale?

5. E’ vero che ti ha messo a disposizione un appartamento a Latina ed un locale dove fare eventi (lo Chalet)?

Per qualcuno queste sono domande da inquirenti. Stronzate. Sono domande che un Presidente del Consiglio ha il dovere di fare ad uno degli uomini più importanti che lui stesso ha scelto per il suo governo. A meno che il governo dei migliori non sia migliore solo in conformismo e pavidità.

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