A cosa serve un’opposizione?

Sono passate due settimane dallo scoop sulla bulimia di voli blu della “Presidente Contessa Maria Elisabetta Alberti Casellati Vien dal Mare”. Eppure la pubblica opinione (cioè noi, ovvero coloro che pagano lo stipendio alla nobildonna) ancora non sa se – a proposito di mare – la Presidente abbia o meno utilizzato un aereo di Stato per andare in villeggiatura. Ricapitoliamo. La Repubblica dà per prima la notizia. Alcuni giornali (pochi, tra cui Il Fatto e TPI) la riprendono con vigore. I partiti tacciono o balbettano.

Le Iene fanno un servizio, il biscione lo manda in onda salvo poi cancellarlo in fretta e furia da tutti i social e dal sito dell’azienda. Passa il tempo. La notizia da pagina 3 finisce in pagina 6, poi in pagina 15. Poi sparisce. La balbuzie di chi chiedeva spiegazioni si trasforma in silenzio. Nessuno più ne parla. Come se nulla fosse mai accaduto. Come se fosse normale per la seconda carica dello Stato abusare dei privilegi mentre il “popoluccio” è costretto al lockdown.

Quel “popoluccio” che, tra l’altro, permette con le tasse l’esistenza dei voli stessi. I rassegnati cronici hanno l’ennesima conferma che arrabbiarsi serva a poco. L’establishment gongola prendendo atto che non esiste opposizione. Chi ancora è capace di indignarsi si mangia il fegato in attesa che dal neo-ancien régime arrivino le brioche. Mi sono opposto al “governo dell’assembramento” perché sapevo che sarebbe finita così. Tutto annacquato nel conformismo.

Nel “volemose bene” perché, più o meno, siamo tutti sulla stessa barca. Tutti al governo e chi sta all’opposizione (FdI) raccoglie frutti sebbene non si opponga affatto. D’altronde la Casellati è di Forza Italia ma i bookmakers la danno vicina a Salvini e Meloni.

cA non affogare nel più triviale adattamento.

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