Renato Brunetta e il Governo dell’assembramento

Renato Brunetta, Ministro per la pubblica amministrazione nell’ultimo governo Berlusconi è l’attuale Ministro per la pubblica amministrazione del governo Draghi. Presi dalla pandemia, dal coprifuoco e dai ristori che non arrivano ce lo siamo dimenticati. L’amnesia sui componenti e sui comportamenti del “governo dei migliori” forse è ciò che in psicologia viene chiamato “meccanismo di difesa”, ovvero il tentativo della nostra mente di fornirci una protezione contro situazioni che provocano disagio. Alcune settimane fa Brunetta ha proposto, giustamente, 20 miliardi di euro al mese di scostamento.

Dove sono finiti? Che dice il governo di cui fa parte? Non ci è dato sapere. Il “Mario Dome” – come l’Iron Dome dell’esercito israeliano – protegge tutti quanti. Protegge la Casellati e le sue sortite pagate dai contribuenti, protegge Durigon e le sue stomachevoli millanterie, protegge le fughe in avanti sul ponte sullo stretto o sul ritorno al nucleare, protegge i ministri quando parlano dei miliardi che servirebbero per ristorare famiglie e imprese ma poi stanno zitti quando tali miliardi non si vedono. Mario Draghi, “il migliore tra i migliori” è Presidente del Consiglio da 98 giorni. Non è passato un anno per carità ma neppure un paio di settimane. I primi 100 giorni del governo stanno per finire. Ebbene, ad oggi, il governo Draghi ha effettuato un solo scostamento di bilancio da 40 miliardi. L’ha fatto il 15 aprile scorso, più di un mese fa.

Eppure, ad oggi (pare che il decreto sia comunque in arrivo, deo gratias) non è stato ancora licenziato il “sostegni bis”, il decreto che serve, per l’appunto, ad impiegare tali risorse. Risorse, tra l’altro, assolutamente insufficienti. Badate bene, il decreto sostegni di cui si sente parlare in queste ore e che è in discussione in Parlamento è il provvedimento che serve a spendere i 32 miliardi dell’ultimo scostamento di bilancio effettuato dal governo Conte.

La solerzia dei migliori, dunque, non si vede. Si vede il conformismo, si vede la solita difesa corporativista degli uomini del governo, si vede, o meglio si sospetta, una “lentezza funzionale”. Mi spiego meglio. Non vorrei che con l’aumento dei vaccinati e con una “normalità” che pare arriverà presto si finisca con gli scostamenti o si decida, comunque, di limitarli. Come a dire: “adesso l’Italia è ripartita quindi chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scordiamoci il passato”. Non funziona così. Le bombe della pandemia arrivano ancora ma le macerie saranno visibili soprattutto quando il virus se ne andrà. Questo in virtù del fatto che milioni di italiani hanno attinto ai loro risparmi per campare e oggi quei risparmi non ci sono più. Le diseguaglianze sociali sono aumentate in pandemia.

Chi aveva molto ha fatto affari, chi aveva poco sta pensando di svendere quel poco che aveva. Qualunque giudizio possiate avere del governo precedente (ed io su molte questioni non sono stato tenero) dovete riconoscere che sarebbe scoppiato un pandemonio se Conte avesse liquidato la brutta storia di Durigon come ha fatto Draghi o se avesse manifestato un atteggiamento così indolente rispetto ai ristori. Draghi vive in una campana di vetro (soffiato), i TG serali sono vespri e la rassegna stampa assomiglia alle lodi mattutine.

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